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Tag: donazioni

Donazione organi “a cuore fermo”

Il punto di vista del prof. Andrea Dell’Amore UOC Di Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone Policlinico Università di Padova.

Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad un’accelerazione molto veloce di tutto ciò che riguarda il mondo dei trapianti, dall’utilizzo di fantascientifiche tecniche genetiche all’implementazione di nuove tecniche di espianto che già stanno dando ottimi risultati. Proprio riguardo alla tecnica del cosiddetto trapianto a cuore fermo abbiamo voluto focalizzare la nostra breve intervista al prof. Andrea Dell’Amore.

Innanzitutto come lo dovremmo chiamare esattamente?

Dal punto di vista del paziente, dovete continuarlo a chiamare semplicemente trapianto di polmone. Infatti per chi attende il trapianto non cambia nulla né dal punto di vista organizzativo né dal punto di vista chirurgico o di preparazione all’intervento. Se poi si sente la necessità di dargli un nome diverso il nome corretto è trapianto di polmone da donatore a cuore fermo.

Da quanto tempo si utilizza questa tecnica in Europa, in Italia e a Padova, per il trapianto di polmone?

Questo tipo di donatori sono divenuti una realtà ormai assodata da anni in alcuni paesi esteri, da più di una decade, in particolare tra i primi paesi ad implementare questo tipo di donazioni e renderle una realtà stabile nell’ambito del trapianto polmonare è stata la Spagna. In questo stato si sono mossi efficacemente sia dal punto di vista clinico-scientifico che normativo-legislativo già dai primi anni del duemila ed a oggi più del 50% dei trapianti eseguiti in spagna sono eseguiti da donatori a cuore fermo. Più o meno in contemporanea altri paesi, in particolare nordeuropei, sono cresciuti in questa attività ed oggi anche per loro è divenuta una pratica stabile e frequente. In Italia ci siamo mossi con maggiore lentezza principalmente per problemi organizzativi e legislativi che ancora oggi sono il limite principale all’implementazione di questo programma. Programma che ha subito negli ultimi due anni un ulteriore rallentamento per la pandemia da COVID che ha reso tutto molto più complicato. Detto questo sicuramente la nostra volontà è quella di continuare a crescere sperando che nei prossimi anni il numero di donatori a cuore fermo utilizzati continui ad aumentare per avvicinarci un po’ ai numeri dei nostri cugini Europei. A Padova il programma donatori a cuore fermo è attivo dal 2018, anche se ad oggi ancora sono pochi i casi eseguiti, ma sicuramente continueranno ad aumentare nei prossimi anni. Il nostro sistema trapianti sta creando una rete di collaborazione tra aziende ospedaliere della regione al fine di sensibilizzare i vari ospedali a questo tipo di donazioni, ma soprattutto per porre le basi organizzative che ci permettano di muoverci verso la sede del donatore in rapidità ed agevolmente così da non perdere l’opportunità di utilizzare questi organi per i nostri pazienti in lista.    

Differenze maggiori rispetto all’espianto tradizionale?

Dal punto di vista dei pazienti riceventi non vi sono differenze, come ho sottolineato in precedenza la differenza principale sta nella macchina organizzativa che si deve muovere per l’identificazione e la valutazione della idoneità di questi donatori. Comunque i parametri che valutiamo per definire l’idoneità di questi organi non si discosta da quelli che usiamo nei donatori “standard” a cuore battente. L’unica differenza sostanziale è che questi organi prima di essere giudicati definitivamente idonei e quindi essere impiantati vengono collegati a delle macchine, che si chiamano macchine per la perfusione e il ricondizionamento polmonare, che hanno lo scopo di darci il tempo materiale di capire come si comportano quegli organi in un setting di “circolazione sanguigna”. Inoltre queste macchine ci permettono di correggere eventuali piccoli difetti che possono avere questi organi. Attenzione, da non dimenticare che queste macchine a volte le usiamo anche per i polmoni prelevati dai donatori a cuore battente quando non siamo sicuri che gli organi siano perfetti o quando vogliamo migliorarne alcune caratteristiche, oppure ancora quando vengono prelevati a grandi distanze da nostro centro e quindi vogliamo ridurre il tempo di ischemia fredda (cioè il tempo che l’organo prelevato rimane conservato in ghiaccio prima di essere impiantato nel ricevente) di quegli organi. 

Cosa dovremmo dire a chi è già in lista e in questo periodo viene chiamato per sottoscrivere o no questa nuova opzione? Si tratta di organi di serie B? C’è anche un seppur minimo rischio in più per il ricevente?

Sicuramente tutti i trapiantandi di polmone devono essere informati di questa nuova opportunità, che può contribuire a ridurre il tempo di attesa in lista. Non sono organi di serie B, anzi sono organi super sicuri e valutati con una attenzione ancora più maniacale di quanto si fa con le donazioni standard. Dirò di più, dalla letteratura sembra che questi organi vadano addirittura meglio di quelli provenienti da donatori standard, sia in termini di risultati peri-operatori sia del rischio di rigetto. Ovviamente questi sono dati che andranno confermati negli anni, ma probabilmente questi organi risentono meno degli effetti negativi che la morte cerebrale ha sull’organismo del donatore, in particolare sul polmone, quindi di base hanno condizioni di partenza migliori rispetto a organi provenienti da donatori in morte cerebrale (donatori “standard” a cuore battente). Inoltre questi polmoni donati prima di essere impiantati vengono valutati e ricondizionati, ossia migliorati, in quelle apparecchiature di cui scrivevo prima, ottenendo così una ulteriore valutazione della loro idoneità. Quindi dal punto di vista del rischio, questo non si discosta da quello che comunque hanno tutte le donazioni e tutti i trapianti.    

Domanda futuristica: secondo lei il prossimo passo saranno gli organi artificiali o addirittura creati in laboratorio? Se sì, quali tempi prevede?

Domanda affascinante, per quanto riguarda il polmone, gli organi artificiali sono ancora un argomento più teorico che pratico. Il polmone, purtroppo, è un organo molto complesso che svolge tante attività fondamentali per il nostro corpo ed al momento non esiste qualcosa di artificiale intracorporeo che possa sostituirlo anche solo in parte. Avrete sentito parlare dell’ECMO, specie in questi anni di pandemia, che è una apparecchiatura che permette di vicariare la funzione respiratoria, ma per breve tempo ed è comunque qualcosa di paracorporeo che non può essere quindi considerato uno strumento applicabile a lungo tempo e/o al difuori di una rianimazione. Sugli organi creati in laboratorio anche qui siamo molto lontani specie per il polmone. Quest’anno molti di voi avranno saputo del primo trapianto di cuore da maiale a uomo eseguito negli USA, questi si chiamano xenotrapianti. Io personalmente credo in questo ambito si sono fatti passi avanti notevoli, ormai la barriera immunologica tra le due specie sta vacillando e speriamo si riesca a superare in maniera definitiva presto. Lo stesso vale per il rischio di trasmissione di malattie retrovirali da una specie all’altra che fino ad oggi è stata la maggiore preoccupazione degli scienziati. Detto questo però credo che il campo degli xenotrapianti ci possa dare risultati maggiori e più velocemente nei prossimi anni, ma sicuramente è necessaria ancora tanta, tanta ricerca in merito

Ringraziamo la disponibilità del prof. Dell'Amore e chiudiamo con una breve considerazione: siamo felici che l'innovazione scientifica e tecnologica permetta di ottenere tempi di attesa più brevi per i nostri amici e amiche in attesa di trapianto. Dobbiamo però nel frattempo continuare a ringraziare i nostri donatori e le loro famiglie perché solo grazie al loro gesto di estrema generosità si può perpetuare il miracolo della donazione degli organi. 

I Lasciti Testamentari

“Un Legame Importante”

Articolo scritto da Maria Stella Intersimone

“Una rete fatta di impegno, dedizione continua, dove davvero si è “uno per tutti, tutti per uno” per ridare speranza, sorriso, sostegno concreto come una grande famiglia, a ché la voglia di vita sia una vera rinascita”.

Questa frase è stata composta utilizzando le parole che noi associati, Berardino, Daniela, Debora, Elisa, Floriana, Francesca, Giusy, Nadia, Stefano, Stella, abbiamo indicato per descrivere l’Unione Trapiantati Polmone Padova.

Forse più di ogni altra descrizione, i sentimenti racchiusi in queste parole sanno spiegare cosa significhi per tante persone l’Associazione e perché sia giusto sensibilizzare tutti verso il gesto di cui vogliamo parlare oggi.

E’ possibile e lecito destinare, attraverso un lascito testamentario, una somma, anche piccola,  o un bene (ad esempio un oggetto), in favore di un’Associazione che si apprezza per le finalità filantropiche o per la quale si nutrono sentimenti di particolare gratitudine? Ogni cosa contribuisce alla realizzazione di grandi progetti e iniziative da costruire tutti insieme. Il lascito è un gesto di partecipazione alle attività più meritorie che le associazioni no profit, come l’Unione Trapiantati Polmone Padova, svolgono a vantaggio delle persone che hanno uno specifico bisogno e che, in tal modo, vengono sostenute e aiutate nel recuperare il proprio benessere.

E’ un istituto che esprime, attraverso la volontà di chi decide tale gesto, un senso di giustizia profondo che si incarna nella definizione del diritto data da Celso, nel II secolo d.C.: “Ius est ars boni et aequi”il diritto è l’arte di ciò che è buono e giusto. Soprattutto il lascito testamentario è segno di civiltà e amore, è espressione di una mentalità ancora da diffondere per una società più orientata alla comprensione dell’altro, al senso di responsabilità e partecipazione empatica verso il prossimo e il futuro.

Un legame d’amore tra tutti

Il lascito testamentario è una possibilità per entrare a far parte di quella che può definirsi una catena di amore, dono e rinascita, che è espressione del mondo dei trapianti in generale e della nostra Associazione in particolar modo. Ognuno con le proprie individualità può essere un anello importante che mantiene vivo il legame tra tutti.

E’ una “catena” che inizia col donatore che compie il primo e fondamentale gesto d’amore donando disinteressatamente: un gesto naturale e semplice ma anche grandioso. Prosegue con la rete socio-sanitaria operativa che, con la propria altissima preparazione è impegnata con dedizione e passione assoluta, e che ha rispetto, gratitudine e amore per coloro che rendono possibile offrire una rinascita a chi ne ha bisogno. Medici, infermieri e OSS, come genitori diversi,  operano questa rinascita e seguono in modo attento e premuroso ogni progresso dei loro pazienti. La “catena” prosegue con i trapiantati e le loro famiglie che sono riconoscenti e amano sia i donatori che l’equipe sanitaria, esprimendo questi sentimenti anche nei confronti del prossimo nell’Associazione.

Affinché ognuno di noi possa proiettarsi in questo futuro migliore, troverete una piccola guida per formulare un corretto lascito testamentario che, come ormai speriamo sia chiaro, è un passo bello e serio per lasciare in eredità anche un po’ dei nostri pensieri migliori e delle nostre speranze. Cliccate sul link sottostante per scaricare la guida tecnica.

Alcune notizie sulla nostra associazione

L’associazione Unione Trapiantati Polmone Padova – ODV, è stata fondata nel 2008 sotto forma di ONLUS dai pazienti trapiantati nel reparto di Chirurgia Toracica e Trapianto Polmonare del Policlinico di Padova; nel 2016 è entrata nel Registro delle Organizzazioni del Volontariato del Veneto e dal 2020 è diventata ODV a carattere nazionale. La finalità fondamentale dell’Associazione è riunire persone accomunate da una condizione analoga, per costruire e mantenere relazioni di aiuto, sostegno e amicizia. E’ quindi una grande e importante rete per i pazienti e le loro famiglie, che possono contare su un’attenzione nel tempo, sulla possibilità di interagire tra loro, su un supporto materiale e concreto: tutti aspetti importanti anche per la loro valenza umana e psicologica.

 L’Associazione è attiva in sinergia e collaborazione con il reparto di Chirurgia Toracica e Trapianto Polmonare del Policlinico di Padova:

  • Acquista, grazie alle donazioni, attrezzature sanitarie che vengono installate nell’Ospedale di Padova (ad es.: atomizzatore a perossido per sanificare le stanze dei trapiantati, monitor per la sala rianimazione, saturimetri e spirometri portatili, attrezzature ginniche per la riabilitazione);
  • Ha finanziato la consulenza di un servizio di psicologia, inserito nel lavoro di equipe ospedaliera, per seguire i pazienti nel pre e post trapianto;
  • Organizza, anche in collaborazione con altri Enti e Associazioni, attività di gruppo volte al benessere dei pazienti, quali: incontri on-line con nutrizionisti, psicologi, lezioni per mantenere un’idonea condizione fisica ed altre attività sempre in evoluzione.

 L’Unione Trapiantati Polmone Padova collabora con altri Organismi e Associazioni di carattere nazionale ed internazionale, occupandosi, oltre che del trapianto,  anche delle malattie polmonari che possono portare a questo importante intervento.

 L’Associazione organizza, autonomamente e in collaborazione con altre realtà, attività di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno alla ricerca scientifica, come, ad esempio:

Giornata dedicata alle spirometrie che si svolge in piazza a Padova in occasione della IPF WEEK, con finalità di prevenzione e sensibilizzazione oltre che di diversi incontri medici/pazienti anche in Basilicata, Calabria e Sardegna;

#SharingBreath un evento per richiamare l’attenzione sulle malattie polmonari rare e raccogliere fondi per la ricerca;

Da non dimenticare anche le attività di carattere sportivo e il nostro gemellaggio con il Club Volley Trapiantati e Dializzati Italia, di cui siamo sponsor: partite e tornei nazionali e internazionali combinati a visite nelle scuole e negli ospedali per sensibilizzare i giovani alla donazione degli organi e contro il fumo, e dare supporto morale ai pazienti in difficoltà.

 Seguiteci su:

https://www.facebook.com/utppadova/

Maria Stella Intersimone

Consigliera e collaboratrice Unione Trapiantati Polmone – Padova ODV

Campagna 5 x 1000 2021

Le varie ondate di pandemia che si sono susseguite nell’ultimo anno avrebbero potuto metterci in grande difficoltà, invece sono servite da sprone per avvicinarci ancora di più. Insieme ad alcune associazioni amiche abbiamo pensato a videoconferenze, corsi di ginnastica, al supporto psicologico. Tutti modi per entrare nelle vostre case e farvi compagnia, anzi, farci compagnia. Lo abbiamo fatto senza chiederti nulla in cambio se non il tuo sorriso ed il tuo interesse. Quando dovrai scegliere a chi devolvere il tuo 5 x 1000 ricordati di noi e di tutto quello che potremo ancora fare assieme. Inserisci il nostro codice fiscale 92207920288 nell’apposita sezione dedicata alle OdV

#faicomemario